{"id":122,"date":"2013-10-19T10:19:17","date_gmt":"2013-10-19T08:19:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.autismohelp.it\/?p=122"},"modified":"2013-10-19T10:19:17","modified_gmt":"2013-10-19T08:19:17","slug":"il-dramma-dei-genitori-di-ragazzi-autistici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.autismohelp.it\/?p=122","title":{"rendered":"Il dramma dei genitori di ragazzi autistici"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 la prima volta che la madre, o il padre, di un bimbo disabile, principalmente autistico, uccidono la propria creatura, o tentano di farlo, in un parossismo di furia e disperazione. I commenti che leggiamo sui giornali sono sempre gli stessi, spesso improntati all\u2019incredulit\u00e0 perch\u00e9 quella madre o quel padre avevano sempre trattato con straordinario amore e infinita devozione il loro bambino. Nel recente caso di Citt\u00e0 di Castello, vicino a Perugia, l\u2019insano gesto viene giustificato con la profondissima depressione della madre, una follia scatenata, magari, da un gesto del figlio, \u201cun rifiuto, una bizza\u201d, scrive il giornale.<br \/>\nPer noi, genitori di ragazzi autistici, purtroppo, queste tragedie non sono sorprendenti o incredibili: avvertiamo con agghiacciante lucidit\u00e0 che potrebbe capitare anche a noi e non per un\u2019improvvisa pazzia, ma per uno scatenarsi simultaneo dell\u2019amore e della consapevolezza che, nella quotidianit\u00e0, cerchiamo di tenere ben separati.<br \/>\nLo sappiamo perch\u00e9 ci abbiamo pensato mille volte durante l\u2019acuta vigilanza con cui spiamo la vita dei nostri figli (di alto o basso funzionamento che siano) quando un gesto, un suono, una luce o una parola straziano il loro animo scatenando un\u2019incomprensibile dolore, talvolta rabbioso, acutissimo e illogico. E noi, che sentiamo questo dolore, a ricucire una sorta di normalit\u00e0 perch\u00e9 ritorni il sorriso, perch\u00e9 riaffiori in loro un nuovo interesse capace di sgombrare le nubi.<br \/>\nLo sappiamo quando non riusciamo a strapparli dalla noia e giriamo con loro alla ricerca di persone, cose, eventi, e inventiamo mansioni, incombenze, universi, paradossi che suscitino la scintilla e \u201criattivino\u201d i nostri figli.<br \/>\nLo sappiamo quando ci tiranneggiano e ci maltrattano senza motivo, semplicemente perch\u00e9 i loro sensi li hanno traditi e noi siamo la mediazione con quella realt\u00e0 in cui li abbiamo inseriti \u2013 spesso con grande successo \u2013 ma in cui sono in agguato delusioni e frustrazioni, il passaggio di una nube, un battito d\u2019ali. Quando loro stessi sembrano incapaci di sfuggire al dolore.<br \/>\nE allora ci chiediamo chi mai potr\u00e0 avere quell\u2019infinita pazienza, quella dedizione assoluta capace di regalare scampoli di serenit\u00e0 a questi nostri figli tanto indifesi, indifesi persino da chi vorrebbe amarli, difenderli, accudirli. Ecco, \u00e8 questa la consapevolezza atroce che ci accompagna. Non basteranno neppure, se mai ci saranno, le strutture per il \u201cdopo di noi\u201d, perch\u00e9, ci chiediamo, \u201csenza di noi\u201d avranno ancora una vita?<br \/>\nEppure a questa consapevolezza, talvolta, si accompagna una logica di buon senso: se gi\u00e0 ora potessimo accompagnarli in un percorso di crescita, per dar loro cose da fare, gente da incontrare, luoghi da amare, qualcosa che rimanga anche \u201cdopo di noi\u201d? Insomma un ambiente protetto, pi\u00f9 grande della famiglia? \u00c8 evidente che la strada \u00e8 questa, del resto \u00e8 quello che spesso le famiglie cercano di fare costruendo un mondo di persone, di amici, attorno al loro ragazzo. Ma proprio le difficolt\u00e0 e le delusioni che quest\u2019operazione talvolta comporta sono portatrici di nuova disperazione.<br \/>\nPer questo sono indispensabili strutture, progetti, specialisti che ci sostengano in questo cammino di affrancamento, quello di costruire un modello di vita che dia ai nostri ragazzi la possibilit\u00e0 di esistere dignitosamente anche senza di noi. Ed \u00e8 doloroso constatare che quasi tutto quello che era stato messo in atto in questo senso viene di giorno in giorno smantellato da tagli e \u201crazionalizzazioni\u201d.<br \/>\nIl senso di solitudine, impotenza e frustrazione, allora, diventa insopportabile. E con il nodo alla gola guardiamo questo nostro figlio che fa progetti fantasmagorici, coltiva amicizie vere o immaginarie e programma la sua vita con determinazione\u2026 e noi sappiamo che basterebbe niente, una parola o un bagliore, per lasciarlo in un doloroso niente.<br \/>\nClaudio Bo<\/p>\n<p>Aggiungo un&#8217;altra testimonianza.<\/p>\n<p>sono il padre di un bambino autistico di 11 anni , proprio come la povera vittima di oggi . Tu dai giudizi perch\u00e8 non sai cos&#8217;\u00e8 l&#8217;autismo . tu non hai figli autistici che nel periodo preadolescenziali magari ti picchiano continuamente perch\u00e8 hanno il mal di pancia e non sanno dirtelo , che devi tenere sempre per mano per paura che ti scappino in mezzo alla strada gridando perch\u00e8 una sirena li infastidisce .tu non hai un figlio da tenere per mano tutta la vita 7 gg su 7 e 24 h su 24 perch\u00e8 non si faccia del male o ne faccia . se lo avessi , capiresti che la depressione \u00e8 proprio li dietro l&#8217;angolo pronta a farti esplodere in gesti inconsulti verso la persona che ami di pi\u00f9 , quella che terrai per mano tutta la vita e putroppo la tua vita non basta perch\u00e8 hai sempre il pensiero di cosa sar\u00e0 di lui quando tu sarai morto. ecco pensaci , ma non con il distacco di chi dice &#8221; tanto a me non succede &#8221; fallo una volta immedesimandoti con chi il problema lo vive tutti i giorni , grazie<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 la prima volta che la madre, o il padre, di un bimbo disabile, principalmente autistico, uccidono la propria creatura, o tentano di farlo, in un parossismo di furia e disperazione. I commenti che leggiamo sui giornali sono sempre gli stessi, spesso improntati all\u2019incredulit\u00e0 perch\u00e9 quella madre o quel padre avevano sempre trattato con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-122","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-senza-categoria","7":"h-entry","8":"hentry","9":"h-as-article"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.autismohelp.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/122","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.autismohelp.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.autismohelp.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.autismohelp.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.autismohelp.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=122"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.autismohelp.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/122\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.autismohelp.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=122"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.autismohelp.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=122"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.autismohelp.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=122"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}