{"id":85,"date":"2013-08-09T09:21:43","date_gmt":"2013-08-09T07:21:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.autismohelp.it\/?p=85"},"modified":"2013-08-09T09:21:43","modified_gmt":"2013-08-09T07:21:43","slug":"gli-autistici-in-politica-arma-a-doppio-taglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.autismohelp.it\/?p=85","title":{"rendered":"Gli autistici in politica? Arma a doppio taglio"},"content":{"rendered":"<p>Alle recenti elezioni amministrative ha fatto discutere la candidatura (nelle liste di Marino a sindaco di Roma) di una giovane ragazza autistica: Chiara Ferraro che, poi, non \u00e8 stata eletta. Secondo i giornali la giovane avrebbe una forma di disabilit\u00e0 grave: \u201cnon parla quasi mai, al massimo canticchia versi di Domenico Modugno e Rino Gaetano. Almeno una volta a settimana ha crisi epilettiche che possono essere causate anche da rumori forti e improvvisi, o dalle grida di un dibattito acceso, ad esempio\u201d. Chiara, se fosse stata eletta, avrebbe dovuto essere sempre accompagnata dal padre, Maurizio Ferraro, 61 anni, che spiega cos\u00ec la controversa scelta di candidare Chiara: \u201cSi deve avere il coraggio di mostrare l\u2019esclusione e di disturbare i luoghi del potere: i politici devono capire cosa significa, toccare con mano la disabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Francamente da questi pochi elementi \u00e8 difficile giudicare. Le motivazioni addotte dal padre per una scelta di cos\u00ec grande impatto emotivo (sugli elettori e sui potenti, certo, ma principalmente sulla ragazza) non sono peregrine. In tanti anni di battaglia per i diritti delle persone autistiche ho sperimentato come sia spesso necessario uscire allo scoperto anche in maniera eclatante per poter essere ascoltati. Ferraro ha scelto di mettere sua figlia in prima linea, ben sapendo di affrontare un rischio, ma convinto che il gioco valga la candela.<\/p>\n<p>Per la verit\u00e0 le valutazioni e i commenti che ho letto sono di segno opposto, ma nessuno prova a fare dei distinguo. La parola \u201cautistico\u201d, infatti, sottointende un universo: i disturbi dello spettro autistico e quelli pervasivi dello sviluppo si manifestano in maniera complessa ed estremamente variegata. Ci sono autistici che non parlano e non scrivono, che stentano a riconoscere persino i genitori, che non posseggono le autonomie pi\u00f9 elementari, e ci sono autistici (quelli cosiddetti di alto funzionamento o con la sindrome di Asperger) che hanno un\u2019intelligenza normale, spesso con caratteristiche stupefacenti. Talvolta sono scrittori, matematici o docenti universitari.<\/p>\n<p>Quasi tutti gli autistici, poi, se seguiti correttamente, tendono a progredire migliorando il loro rapporto con la societ\u00e0, taluni per\u00f2, come le bimbe colpite dalla sindrome di Rett (che interessa solo le femmine), tendono a regredire comunque.<\/p>\n<p>Tutti, comunque, presentano un disturbo pervasivo che comporta un\u2019errata percezione degli stimoli sensoriali e spesso compromette i rapporti interpersonali, si potrebbe affermare che sempre la loro capacit\u00e0 di giudizio rispetto agli stimoli esterni (e, quindi, alle cose che accadono) \u00e8 alterata. Insomma, Chiara potrebbe avere un\u2019intelligenza spiccata e capacit\u00e0 notevoli, ma il suo rapporto con gli accadimenti dovrebbe sempre essere mediato.<\/p>\n<p>Il fatto che non sia stata eletta, per\u00f2, \u00e8 ininfluente sulla valutazione della scelta di candidarla e, quindi, di ritenerla idonea a ricoprire il ruolo di consigliere comunale senza risentirne in prima persona.<\/p>\n<p>In effetti, in particolari circostanze e su specifici argomenti la capacit\u00e0 di giudizio di Chiara potrebbe essere serena ed equilibrata, anzi, persino eccellente e penetrante, in altre circostanze no: vale a dire potrebbe essere distorta da errate percezioni e da pregiudizi insiti nella sua patologia. Insomma, quello che non vorremmo mai da un politico anche se, purtroppo, l\u2019esperienza ci insegna che spesso i politici agiscono in questo modo. Inoltre una caratteristica comune a tutti gli autistici \u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 o la difficolt\u00e0 di \u201cmettersi nella mente degli altri\u201d, qualit\u00e0 indispensabile in un consesso assembleare.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 della \u201ccapacit\u00e0\u201d politica di Chiara che voglio parlare (ad esempio potrebbe non saper scrivere, cosa invece obbligatoria per i consiglieri comunali) bens\u00ec della scelta di usare un disabile in una campagna elettorale. Nella sostanza non sembrerebbe molto diverso dall\u2019usare i disabili come testimonial, principalmente nelle campagne di stampa sui loro diritti. La differenza sta nel fatto che nell\u2019agone politico l\u2019handicap viene brandito contro gli altri e non sfruttato per sensibilizzare\u2026 e non si tratta di una differenza da poco.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8, poi, un altro rischio che \u00e8 lo stesso che, chi si occupa di disabilit\u00e0, avverte nell\u2019uso \u201cpoliticamente corretto\u201d della parola \u201cdiversamente abili\u201d. \u00c8 un termine buonista e, per me, odioso. Noi tutti sappiamo che i nostri ragazzi hanno delle abilit\u00e0, per taluni, poi, come negli Asperger, queste abilit\u00e0 sono straordinarie. Questo non toglie, per\u00f2, che la loro vita sia un percorso ad ostacoli, quasi sempre insormontabili senza aiuti esterni. Nei confronti del vivere civile e della \u201cnormalit\u00e0\u201d sono handicappati a tutti gli effetti. Non solo non sono in grado di fare talune cose elementari, ma, se lasciati a se stessi, potrebbero finire in un mare di guai. Le loro stesse abilit\u00e0 potrebbero ritorcersi loro contro.<\/p>\n<p>Quel \u201cdiversamente abili\u201d \u00e8 troppo spesso un lavacro delle coscienze: \u201cIn fondo le loro abilit\u00e0 le hanno \u2013 si dice la gente \u2013 e noi li rispettiamo\u201d. Ma quello che serve \u00e8 ben altro: chiamateli pure disabili o handicappati, perch\u00e9 questo sono, ma agite in loro favore, non siate indifferenti alla violenza che negli ultimi anni si sta compiendo contro di loro, quella che ha portato a depredare proprio le risorse per la disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Se \u00e8 cos\u00ec per una parola, pensate cosa avrebbe potuto accadere con un autistico consigliere comunale: esaurito l\u2019onere solidale di dargli il voto si sar\u00e0 portati a credere di aver risolto i suoi problemi e, implicitamente, quelli dell\u2019autismo in generale.<\/p>\n<p>Tutte queste perplessit\u00e0 non vogliono, per\u00f2, essere giudizi sulla scelta di Maurizio Ferraro che, oltre ad essere mio coetaneo, ha vissuto e vive un\u2019esperienza simile alla mia e, quotidianamente, \u00e8 costretto ad inventare la vita intorno a sua figlia e a lottare per darle un futuro che non sia un incubo. Del resto, per molti autistici, non \u00e8 problematico trovarsi al centro dell\u2019attenzione: mio figlio ha sempre vissuto con entusiasmo le rappresentazioni teatrali in cui era coinvolto o le proiezioni pubbliche dei film fatti su sua sceneggiatura. Altra cosa, per\u00f2, sono le situazioni conflittuali o intricate a cui si espone chi fa politica. Fra l\u2019altro non so se sia stato facile per il padre gestire la frustrazione di Chiara per la mancata elezione. Ma, evidentemente, su tutto questo Maurizio Ferraro avr\u00e0 riflettuto giungendo ad una conclusione diversa da quella che avrei tratto io.<\/p>\n<p>Claudio Bo<\/p>\n<p>Presidente di Autismo Help Cuneo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alle recenti elezioni amministrative ha fatto discutere la candidatura (nelle liste di Marino a sindaco di Roma) di una giovane ragazza autistica: Chiara Ferraro che, poi, non \u00e8 stata eletta. 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