Nonostante l’emergenza sanitaria, l’associazione con sede a Mondovì ha chiuso l’anno scorso con risultati simili a quelli dei passati esercizi consentendo così ai suoi associati e alle loro famiglie di poter usufruire di un’importante “bonus” da destinare alle terapie e alle attività ritenute necessarie 

Nei giorni scorsi l’assemblea dei soci ha approvato all’unanimità il bilancio 2020 dell’associazione Autismo Help ODV. Nonostante l’emergenza sanitaria abbia fortemente limitato l’operatività dei volontari, l’associazione con sede a Mondovì è riuscita a chiudere l’anno più difficile del dopoguerra con un utile che consente alle persone con autismo associate e alle loro famiglie di ottenere ancora una volta un importantissimo contributo economico da destinare alle attività e alle terapie di cui necessitano. Ammonta infatti ad oltre 28 mila euro la cifra che l’associazione ha devoluto suddividendola tra gli associati le cui famiglie ne hanno fatto richiesta.

“La pandemia ha messo a dura prova tutti e, naturalmente, anche i nostri associati e le nostre famiglie – commenta il direttivo dell’associazione che proprio quest’anno festeggia i primi 20 anni di attività. - Pur con tutte le difficoltà causate dall’annullamento pressochè totale degli eventi che rappresentano una delle nostre principali fonti di introito, siamo comunque riusciti a fare sì che il bilancio si chiudesse con un risultato in linea con quello degli anni scorsi. Un risultato straordinario per il quale desideriamo ringraziare le tante persone e famiglie che continuano a sostenerci con donazioni in denaro e/o destinando il loro cinque per mille. Ringraziamo inoltre la Fondazione CRC, sempre attentissima alle nostre esigenze e sempre disposta ad ascoltarci quando ne abbiamo bisogno”.

 Così come da tradizione, Autismo Help Odv farà scegliere direttamente alle famiglie quali sono le attività maggiormente adatte  . “I nostri ragazzi – aggiunge il direttivo - sono molto diversi tra loro e dunque riteniamo difficile, e per qualcuno poco utile, organizzare attività di gruppo. Riteniamo preferibile, e così facciamo, rilasciare una sorta di “buono” che la famiglia ha la facoltà di spendere nelle terapie e nelle attività che ritiene maggiormente utili e funzionali per la persona che assiste”.

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